fbpx
skip to Main Content
Romagna Ed Ospitalità: Il Menù Perfetto

Romagna ed ospitalità: il menù perfetto

Come sentirsi a casa anche in vacanza?

La risposta è semplice, basta affidarsi ai romagnoli.
Estrosi, simpatici e anche un po’ folli, con queste personalità troverete sempre un clima di calda ospitalità che vi farà sentire di casa ad una tavola conviviale piuttosto che clienti di un albergo.
Esiste infatti un detto che impersona magnificamente la locale cultura legata al turismo: “un po’ d’ombra ed un bicchiere di vino non si nega a nessuno”.

L’ospitalità è parte della storia della Romagna

La devozione all’ospitalità in Romagna, con il turismo balneare, nasce storicamente già sotto il governo pontificio per poi evolversi con i primi bagni attrezzati di sdraio e camerini sul finire della seconda metà dell’ottocento, i cui prezzi di noleggio si aggiravano intorno ad una lira.

La riviera inizia così a vedere il sorgere i primi Grand Hotel in stile internazionale per un turismo ancora di nicchia e i primi villini privati, che accolsero ospiti e proprietari del panorama pubblico nazionale ed europeo.
Con gli anni ‘20 anche i comuni costruirono e sistemarono le vie di comunicazione e le infrastrutture creando così delle vere e proprie “città lungomare”.


Negli anni ’30 le vacanze in Romagna divennero così sempre più popolari grazie anche alla nascita delle le prime pensioni e dei primi affittacamere. Il turismo iniziò così a diventare di massa, anche per via di particolari politiche che videro la creazione delle colonie dedicate alle nuove generazioni.

Il periodo post bellico è di grande slancio dinamico ed economico: con i favolosi anni ‘60 l’intera Romagna può contare circa 3000 alberghi, 8000 ville, più di 200 colonie, diversi campeggi, 1000 cabine, e un totale di oltre 15.000 ombrelloni dedicati alle spiagge attrezzate.
Con questi numeri, in crescita fino ai giorni nostri, si arriva ad una vitalità turistica stupefacente in grado di far conoscere questa regione geopolitica come “la capitale europea del turismo”.

Vacanze in Romagna e buon cibo

Elemento imprescindibile legato alla tradizione alberghiera, è la buona cucina.
La posizione della Romagna tra mare e collina, fa sì che i caratteri della gastronomia siano legati sia alla pesca sia alla carne, passando anche dagli impasti tipici locali.

I primi piatti sono chiamati comunemente “minestra”, a prescindere che siano asciutti o in umido, contano numerosi formati quali strozzapreti, tagliatelle, cappelletti e passatelli, tagliolini e pappardelle. Il tutto condito da squisiti ragù, ripieni di prodotti locali o serviti in brodo anche durante una serata con un temporale estivo.

Nel nostro ideale menù, passiamo dall’entroterra alla costa e dedichiamo la seconda portata alla più famosa delle fritture di pesce: la paranza.
Il nome quasi divertente deriva dal tipo di imbarcazione a vela che adoperavano i pescatori per catturare i pesci di piccolo taglio con una pesca a strascico.
Caratteristica e regola non scritta di questo piatto è la dimensione dei pesci, rigorosamente adulti e non sviscerati, la cui pelle durante la frittura crea una deliziosa crosta croccante.

Per dolce abbiamo scelto una produzione tipica di Cattolica: il Miacetto.
Cucinato solo a Cattolica, tradizionalmente in periodo di Avvento o per la vigilia di Natale, lo si trova oggi anche durante tutto l’anno, un po’ come accade per il panettone di Milano.
Pur essendo il dolce tipico, annovera tra gli ingredienti principali elementi derivanti dalla tradizione mediterranea quali limoni e arance e il miele tipico degli antichi greci; ciò evidenzia le influenze culturali subite da questa zona di passaggio tra rotte marittime e via terra.
Con l’aggiunta di zucchero e cannella, il Miacetto ha raggiunto la ricetta odierna, modernizzandosi così per andare incontro ai gusti contemporanei.

Ad accompagnare il tutto, oltre al ben noto Pignoletto, vi presentiamo un bianco frizzante dal nome del tutto particolare: il Pagadebit.
La denominazione del tutto curiosa deriva dal fatto che viene prodotto con un particolare tipo di uva chiamata Bombino Bianco, la cui particolarità e resistenza consentiva ai contadini di pagare i debiti contratti anche nelle annate peggiori.

Non dimentichiamo di citare la piadina: servita come antipasto in un impiattamento gourmet o mangiata a piedi nudi sulla passeggiata lungomare, condita di affettati tipici e dall’ immancabile squacquerone, è il vero e proprio simbolo della leggerezza dell’aria che si respira da vacanzieri in romagna.
Il menù è servito.

 

Vuoi vivere l’emozione di riscoprire luoghi e sapori autentici della Romagna?

Non perdere l’occasione e prenota le tue vacanze in Romagna
Scopri il programma qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top