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10 Curiosità Sorprendenti Sul Salento E La Cultura Pugliese

10 Curiosità sorprendenti sul Salento e la cultura pugliese

Antiche tradizioni, miti e leggende fanno da cornice a una terra ricca di storia, arte e cultura: stiamo parlando del Salento, la parte meridionale della nostra bellissima Puglia. Riscoprire questa terra significa andare ben oltre le apparenze, tuffandoci in un mondo in cui storia e leggenda si confondono nella cultura popolare.

Ecco alcune curiosità sulla magica terra del Salento e la cultura pugliese.

1. Nei tempi antichi, la Puglia era la Calabria…?

In origine, il nome Calabria designava proprio il Salento, quale parte della regione augustea Regio II Apulia et Calabria, oggi corrispondente all’attuale Puglia. E la Calabria? L’odierna Calabria era invece chiamata dai romani “Brutium” ed insieme all’attuale Basilicata costituiva la Regio III Lucania et Bruttii.

2. I balli popolari, un rituale terapeutico

Se c’è una cosa che non possiamo negare alla cultura salentina è l’energia prorompente delle feste e balli popolari. Il Salento è rinomato per il ballo della Pizzica, diffuso anche in Lucania e della Taranta, di cui è particolarmente noto il festival estivo; in origine queste danze erano considerate parte dei rituali terapeutici per scacciare il veleno della tarantola, da cui la taranta prende il nome.

3. Messapi, greci, bizantini, ….

Il Salento è stato popolato fin dai tempi antichi da moltissime etnie tra le più diverse; tra queste, i Messapi, che insieme ai Peucezi e i Dauni, occupavano nell’antichità classica rispettivamente il Salento, il centro e nel nord della Puglia.

4. Salento, culla dell’arte antica e moderna

Il Salento, e la Puglia in generale, offrono non soltanto suggestivi scorci sul mare e antichi uliveti. Registi e artisti, cantanti e pittori originari di queste terre hanno cavalcato l’onda della celebrità, da Rodolfo Valentino al popolare gruppo dei Negramaro. Il Salento è inoltre la culla del Barocco Leccese, stile architettonico unico in tutto il mondo.

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5. Nomi singolari

Quando visiterai il Salento, scoprirai che tantissimi luoghi portano nomi estremamente particolari, la cui origine la si deve al dialetto locale. Ne è un esempio la Zinzulusa, una grotta naturale costiera, che si trova lungo il litorale salentino e che deve il suo nome agli “zinzuli” – gli stracci – il nome dato alle stalattiti che pendono dal soffitto della grotta come se fossero stracci appesi.

6. La leggenda degli scogli delle due sorelle

La cultura salentina è popolata da curiose leggende di mare, tra cui quella degli scogli delle due sorelle. Narra la leggenda che in un giorno di estrema calura, due sorelle andarono a cercare ristoro sulla scogliera della baia di Torre dell’Orso; quando la prima, inebriata dal profumo del mare si lanciò tra le onde, anche la seconda sorella si buttò per salvarla, purtroppo invano. Nel punto in cui morirono le sfortunate, sorgono due scogli che sembrano abbracciarsi.

7. I trulli, abitazioni strategiche

Anche i trulli, le tipiche costruzioni a forma di cono rinvenibili Puglia nascondono un passato singolare. Sebbene le prime tracce risalgano a ben prima, fu nel XV secolo che gli abitanti della zona si fecero particolarmente ingegnosi utilizzando i trulli. Non potendo costruire abitazioni a causa di una nuova legge locale, gli abitanti scelsero delle abitazioni in grado di trasformarsi in semplici cumuli di pietre non appena fosse arrivato l’esattore delle tasse. Come? Rimuovendo la pietra che fungeva da chiave di volta della costruzione.

8. Oltre 2000 masserie

In Puglia si contano oltre 2000 masserie di ogni tipo. La masseria è assimilabile a una vera e propria fattoria e nasce come struttura per raggruppare quanti lavorano nella campagna circostante; ha spesso svolto ruoli difensivi, proprio come una vera cittadella semi-autonoma. La grande corte centrale è il centro della vita nella masseria, sulla quale si affacciano le abitazioni e gli ambienti di servizio, tra cui spesso anche una chiesa o una cappella.

9. Gli ulivi, dono della dea Minerva

Narra il mito che la dea della saggezza, Minerva, giunse nella regione e se ne innamorò a tal punto da arrivare a contendersela con il dio dei mari, Nettuno. Quest’ultimo decise di offrire in dono un cavallo per imbonirsi la popolazione locale ma Minerva replicò con un ulivo, considerato un regalo molto più utile in una regione come la Puglia. La popolazione locale accettò di buon grado l’offerta e giurò fedeltà a Minerva, alla quale fu dedicato un tempio di cui si pensa di aver ritrovato le tracce giusto qualche anno fa.

10. Le focare pugliesi

In ogni regione italiana è possibile rinvenire le tracce di antichi riti pagani; tra questi, le “focare”, il rito tradizionale tipico dei comuni del Salento di creare cataste di fascine agli incroci delle strade delle città e dare loro fuoco la sera della vigilia di feste religiose particolari. Tra le più conosciute, ci sono le focare di San Marzano di San Giuseppe e di Novoli.

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