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Bussana Vecchia, L’antico Borgo Abbandonato Tornato In Vita Grazie Agli Artisti

Bussana Vecchia, l’antico borgo abbandonato tornato in vita grazie agli artisti

Per conoscere l’Italia, quella vera, non c’è niente di meglio che sedersi sulle scalette di un borgo e socchiudere gli occhi. Il canto degli uccelli, il fischio del vento tra le mura strette delle case, il calore del sole che accarezza la pelle…aprendo gli occhi, si scorge il colore intenso delle pietre che compongono le mura antiche, le piante e i fiori appoggiati accanto alle porticine dei paesani, il silenzio delle vie interrotto dai passi concitati di un passante.

Nei borghi antichi, il passato e il presente si riuniscono in un connubio dai risvolti spesso inaspettati. Nel Ponente Ligure, alle spalle della città di Sanremo si nasconde un paesino tanto interessante quanto insolito: si tratta di Bussana Vecchia, un antico borgo abbandonato per oltre 50 anni e rinato grazie all’opera di grandi artisti contemporanei. 

Oggi vi raccontiamo la sua storia. 

La storia di Bussana Vecchia, da borgo terremotato a laboratorio a cielo aperto

Le origini di Bussana Vecchia risalgono al periodo romano ma le prime evidenze di una presenza più stabile nella zona risalgono al VII secolo. Nel corso del tempo il villaggio subisce delle espansioni importanti: ne è un esempio il castello, costruito sotto il controllo dei Conti di Ventimiglia per difendere la zona e poi passato ad essere una struttura residenziale, dopo l’acquisto nel XIII secolo da parte della Repubblica di Genova.

 

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Grazie alla sua posizione elevata e facilmente difendibile, Bussana Vecchia continua ad espandersi, con la costruzione della Chiesa romanica di Sant Egidio, rivisitata in stile barocco nel XVII secolo.

Il terremoto che cambiò il destino di Bussana Vecchia

Tra oliveti e agrumeti, la vita scorre tranquilla a Bussana Vecchia, fino a quando una forte scossa di terremoto distrugge buona parte dell’abitato e fa crollare la volta della chiesa sui fedeli raccolti per la messa, causando decine di morti: siamo nel 1887; anche il castello ha subito danni importanti e per ragioni di sicurezza, gli abitanti sono costretti a spostarsi più a valle, nel nuovo abitato che prenderà il nome di Bussana Nuova.

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Da allora, per quasi sessant’anni Bussana Vecchia rimane abbandonata a sé stessa, con sporadici tentativi di ripopolamento accuratamente evitati dall’amministrazione sanremese…fino agli anni ‘50.

È infatti negli anni ‘50 che Bussana Vecchia inizia ad attrarre una comunità sempre più ampia di artisti che vedono la città come un luogo di ispirazione senza pari. 

Verso la fine degli anni ‘60 la comunità di artisti ha raggiunto quasi la quarantina di persone: si tratta di artigiani, filosofi, pittori, scultori provenienti da ogni dove, che occupano i ruderi in maniera stabile o stagionale, hanno regole proprie di convivenza pacifica e anticapitalistica e si riuniscono nell’Osteria della città, luogo di incontro e di scambio culturale – ancora presente oggi e noto come Osteria degli Artisti. Gli stessi artisti incominciano i lavori di restauro del borgo, nel pieno rispetto della struttura urbanistica medioevale originaria e utilizzando i materiali – tegole, pietre e mattoni – recuperati dalle macerie.

Dagli anni ‘60 ad oggi

Da allora, la fama della città è cresciuta nel tempo, fino a necessitare di una maggiore regolazione per gli originali abitanti della città, che concentrano le opere artistiche di valore in una galleria apposita. Seguono le attività di allaccio delle infrastrutture di base come acqua e luce e negli anni ‘80 nasce la Nuova Comunità Internazionale Artisti (NCIA), allo scopo di regolare le attività della comunità.

 

 

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Presto, tra luoghi recuperati e restaurati, Bussana Vecchia diventa simbolo della vita artistica e attrae visitatori da tutto il mondo, curiosi di conoscere dove sono sorte le prime gallerie, i primi atelier, botteghe, negozietti e i luoghi che l’arte ha riportato alla vita a partire dagli antichi edifici distrutti dal terremoto. 

 

 

Gli artisti di Bussana Vecchia

La rinascita della città la si deve ad opera di artisti di ogni origine e arte: sono loro che nel tempo hanno riportato Bussana ad un rinnovato splendore, trasformando quello che una volta era una città fantasma in un luogo di ispirazione, di comunione, di idee.

Tra questi non possiamo non nominare il ceramista torinese Mario Giani, in arte Clizia, o il pittore siciliano Vanni Giuffré, che furono tra i primi a stimolare la nascita della comunità di artisti a Bussana. 

Gli artisti, filosofi e artigiani che hanno popolato Bussana Vecchia nel corso del tempo hanno ristrutturato le antiche case sorte intorno al castello, trasformandole principalmente in studi artistici. Passeggiando tra le casette in pietra del borgo, si possono notare sculture, dipinti e atelier. Così il borgo è rinato trasformandosi da rudere al laboratorio a cielo aperto che conosciamo oggi.

 

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